
Viaggiare è un modo di vivere e, sfatiamo subito un mito, non è tutta una questione di soldi. Certamente si può andare negli hotel 5 stelle, nei resort all’ultimo grido, in giro con il tour più confortevole e lussuoso sul mercato… però si può anche viaggiare con lo zaino in spalla dormendo in ostelli sgangherati a 5 euro a notte, si può prendere l’autobus per spostarsi invece del taxi, si può mangiare un panino per strada invece di sedersi al ristorante, si può usufruire di sconti e festività per visitare musei e palazzi, si può alloggiare presso una famiglia che ti ospita gratuitamente in cambio di poche ore di lavoro al giorno… Insomma, con qualche accortezza, tanta buona volontà e, soprattutto, passione, chiunque può viaggiare il mondo intero!
Per me viaggiare è la spinta che mi fa andare avanti nella vita, che mi dà la forza di affrontare le difficoltà e superare gli ostacoli che incontro lungo il mio cammino, è lo sprone a dare sempre il massimo perché poi quel viaggio che sto per fare me lo devo meritare.
Viaggiare è tendere una mano verso il mondo, liberarsi da pregiudizi e preconcetti, affrontare le proprie paure e sfidare la routine.
Viaggiare è scrollarsi di dosso gli schemi precostituiti, rompere le abitudini, superare i propri limiti, progredire.
Viaggiare è…
Libertà.

Riflessioni varie ed eventuali:
Mi hanno sempre detto che faccio troppe domande
Che non è una cosa carina
Io non ci avevo mai fatto caso prima che me lo facessero notare
Come la mia pronuncia
Come i miei tratti asiatici
Mi è sempre sembrato maleducato chi invece non fa domande
Chi non si interessa al mondo che lo circonda
Chi è sempre preso a parlare di sé e di quei tre argomenti che conosce a memoria
Chi ascolta solo chi la pensa come lui
Chi torna sempre negli stessi posti
Anno dopo anno
Chi passa il tempo solo con le stesse persone
Facendo sempre le stesse cose
Senza mai provare qualcosa di nuovo
Senza sperimentare
Chi si riguarda quindici volte lo stesso film invece di vederne 15 differenti.

Scrivo perché voglio raccontare
Perché quando ero piccola qualcuno mi diceva quanto è bello viaggiare
Che è la cosa più bella del mondo
Anche se poi c’era sempre qualcun altro che mi diceva che era uno spreco di soldi e tempo
Scrivo perché mi vince l’impulso di raccontare
Di gridare al mondo ciò che vedo, che sento, che vivo
Scrivo perché non venga dimenticato
Perché tutti sappiano che non esiste un solo mondo
La città in cui si vive
Il paese in cui si è nati.

Viaggiare è faticoso
Impegnativo
Devi convivere con la paura di morire
Prendere malattie
Volare
Essere investito
Derubato
Aggredito
Non tornare più a casa
Restare solo.
Ma la paura più grande
È quella di vivere
Senza aver davvero vissuto.

Vado in Brasile
Da sola
E se morirò
Morirò felice
Perché avrò vissuto veramente
Avrò vinto la paura di volare
Della solitudine
Dell’affrontare il mondo
I pericoli
Le difficoltà
Avrò vissuto come volevo io
E non
Come conviene
Come agli altri piace
Come dovrei
Come chi mi dice che vivo in un mondo di orsetti gommosi e zucchero filato
Fuori dalla realtà
Con la testa sulle nuvole
E invece
Sono io quella che vive davvero nella realtà
Sono io quella che va a vedere
Capire
Scoprire
Provare
Cambiare
Tu sei fermo nella comfort zone
Nel tuo mondo misero
Chiuso
Dove non c’è più niente da imparare
Sperimentare
Nessuno stimolo per migliorare
Io sono felice così
Rischio forse la vita
Ma per me è più rischioso restare al sicuro
Nei pregiudizi e nel quotidiano
Lontana dalla verità
Di mondo così grande
Sfaccettato
Colorato
Io voglio vivere veramente
Assaggiare i cibi d’oriente
Cavalcare elefanti e nuotare tra i ghiacci
Soccorrere le tartarughe e camminare tra la gente
Diventare parte del tutto
Essere una persona diversa in ogni paese
Città
Villaggio
Seguire il mio cuore
Che mi porta lontana
Lontana
Sempre in movimento
Mai ci sarà pace in me
Io sono curiosità
Sono bramosia di vita
Sono necessità di partire
La mia morte sarebbe la sedentarietà
La mancanza di novità
Di libri, musei, campagne, dipinti, cibi
Se morirò
Non avrò rimpianti
Se vivrò
Non avrò paura
Tu dici che là morirò
Io dico che là sarò più viva che qua.

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E’ meravigliosa questa tua dichiarazione di voler vivere, nonostante tutti i rischi e pericoli, p un inno alla vita e alla libertà. Bravissima, sei un esempio per tutte le donne che hanno paura di lasciarsi volare via.
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Cara Fairy, ti ringrazio di cuore per le tue parole lusinghiere. Apprezzo davvero il fatto che ti sia presa qualche minuto per leggere il mio articolo e per lasciare questo commento che per me vuol dire tanto, grazie! La paura a lasciarsi andare e a buttarsi nell’ignoto è normale che ci sia, fa parte della nostra umanità, ma dobbiamo vincerla per non rischiare di sprecare occasioni di crescita, felicità e scoperta. Non permettiamo a niente e a nessuno di tarparci le ali! 🙂
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Beh!Se ti fa piacere alla tua età la pensavo allo stesso modo e non me ne sono pentito davvero.Oggi, pensionato, sono più legato e stò ancora vivendo della rendita di gioventù-
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È infatti più probabile pentirsi di ciò che non si è fatto che di ciò che si è fatto! Quindi nella tua vita hai viaggiato molto?
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Brava:è il mio motto personale”:non mi sono mai pentito di ciò che ho fatto ma sempre di quanto non fatto.”Beh,qualcosa ho fatto ma sonp un pivello rispetto ad altri anche di questo bog.La soddisfazione è stata di lavorare sul posto:vendemmia,cameriere.Tutt’altra cosa rispetto al mordi e fuggi del turista.Nel mio post 1 c’è un lunghissimo resoconto biografico.
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Ahh decisamente fare il turista non ha niente a che vedere col vivere appieno un luogo, magari lavorandoci, studiandoci, vivendoci, come anch’io ho sperimentato in varie occasioni in questi ultimi anni, in India, Francia, Scozia, Irlanda, Inghilterra… e spero presto in tanti altri paesi! Allora verrò a darci un’occhiata, sono curiosa:)
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Allora già mi hai superato alla grande!Continua così.Non farti fregare dal matrimonio, troppo giovane!Ne puoi risentire dopo.Ciao Nonno Michele
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Nono, nessunissima fretta di sposarmi o fare figli 🙂
A presto!
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