Il mio bel gatto rosso della Lunigiana

Fortaleza, Brasile. 

15 ottobre 2023

Sfrappi

Ancora non posso esprimermi

Fa troppo male

Ti adoro

Mi manchi

Eri il mio gatto speciale

Il micio bellissimo che ho trovato per le strade di Monti

Il mio micio rosso con i begli occhietti verdi 

Mi manchi Sfrappetto

Ogni volta che tornavo a casa venivo in garage a cercarti

Eri così buono

Indipendente

Gatto vero

Ma dolce

Sempre di buonumore 

Anche dalla veterinaria eri sempre così educato 

Lei ti faceva le punture e tu stavi lì tranquillo mentre io ti tenevo la zampina o ti facevo i grattini sotto al collo

Non posso crederci

Non voglio crederci

Che non farò più niente di tutto ciò

Non è possibile

Avevi solo un anno, poco più

La veterinaria ti ha pesato quando ti abbiamo portato per la zampina destra ferita

Ed eri 4,3 kg

Quasi un kg in più rispetto a quando ti abbiamo trovato

E mi ricordo che ho pensato

Che bello

Il mio gattino sta crescendo

Sta diventando grande

Chissà la prossima volta

Quanto peserà

Sarebbe stato bello vedere i tuoi gattini 

Permetterti di diventare papà gatto

Vederti giocare con Perla in garage o in corridoio era una gioia per me

Smettevo di studiare leggere mangiare o qualunque attività stessi svolgendo

E mi mettevo a guardare

Semplicemente osservare come giocavate felici insieme

Mentre vi rincorrevate a vicenda facendo tanti bei saltini

Poi ti stancavi e di stravaccavi sul pavimento vicino al muro

Ti facevi fare tutte le coccole e poi andavi a mangiare

Ti abbuffavi sempre 

Avevi sofferto la fame e il trauma non l’avrei ancora superato

Ti ho trovato per le strade di Monti una sera di aprile 

Mi sei venuto incontro piangendo perché avevi fame

Il tuo umano era morto da più di un mese e da allora eri rimasto per strada

A cercare di arrangiarti come potevi

Ma eri ancora piccolo

Avevi bisogno di protezione

Ho deciso di portarti con me

E quella notte tu mi sei stato in braccio come un angioletto durante tutto il viaggio in macchina

Non hai mai fatto un miao

Ogni tanto guardavi fuori dal finestrino con curiosità mentre le luci in lontananza scorrevano veloci come in un film nell’oscurità della notte

Ma eri tranquillo

Tra le mie braccia

Quando siamo arrivati all’inizio eri disorientato

Avevo paura che a lasciarti di nuovo fuori avresti provato a ritornare in Toscana

Ma il desiderio di vederti felice mentre scorrazzavi tra alberi e piante era troppo grande

I gatti devono essere liberi

Liberi di scegliere quando stare fuori e quando dentro

E così ti abbiamo lasciato libero di nuovo

Ma tu stavi bene da noi

Ben presto hai fatto amicizia con tutti i gatti e gli umani del quartiere

La prima amica è stata Margherita

Una gattina bianca di 10 anni della via dietro la nostra

Sono venuta a cercarti un giorno

Ti chiamavo per nome

Sfrappi sfrappiiiiiiiiii

Dicevo a voce bassa per non disturbare i vicini mentre mi guardavo in giro

Tu mi hai sentita e sei spuntato da un cespuglio con un salto abilissimo

Sei venuto verso di me miagolando e ongeggiando la bella codina morbida

Margherita è venuta con te incuriosita dalla situazione

Vi ho dato delle crocchette e vi ho accarezzati

Ho fatto conoscenza con la tua nuova amica

Ti ho preso in braccio e ti ho riportato a casa

Tutta orgogliosa di te

Camminavo a testa alta e mi guardavo in giro sperando che i vicini ci vedessero

Con una sensazione di orgoglio e soddisfazione enormi

Perché eri il gatto più bello dolce e fiero del mondo

E io ti avevo tra le mie braccia

Ora mi domando se non sarebbe stato meglio lasciarti a Monti

Nella tua terra natale

In mezzo alla foresta coi caprioli e i cinghiali

Soggetto però all’incertezza di una vita di strada fatta di fame e zero cure

E soprattutto del freddo gelido dell’inverno che sarebbe arrivato

Però mi domando se a quest’ora saresti ancora vivo

Dopotutto eri un cacciatore abilissimo

Nei pochi mesi che hai passato da noi ci hai portato decine e decine di corvi piccioni passerotti topolini e lucertole

Chi può saperlo…

Quando ho deciso di adottarti ho seguito l’istinto 

Sentivo che tu saresti stato parte della mia vita

Ogni giorno là tra i boschi di Monti tu tornavi da me e io ti davo da mangiare

La prima sera non avevo scatolette

Eravamo appena arrivati e avevo solo del pecorino romano e del prosciutto crudo che avrebbero dovuto essere parte del nostro pranzo del giorno successivo 

Ti ho dato entrambi e tu hai mangiato come se non toccassi cibo da mesi

Mi inseguivi piangendo per casa chiedendo altro cibo

Poi una volta sazio volevi giocare

Ti ho fatto inseguire un cordino fino a stancarci entrambi

Sei entrato in un sacchetto della spesa e ti ho fatto una foto

Sei salito sul divano e ti sei arrotolato a cucchiaio per riposarti

Dandomi tutta la fiducia del mondo abbassando le difese con un’umana che avevi appena conosciuto 

Ti ho fatto dormire in casa procurandomi l’odio di M. che non ti voleva in giro causa la tua probabile (e poi confermata) coabitazione con pulci e zecche

Il giorno dopo ti ho comprato crocchette e scatolette e ti ho aspettato ogni giorno sulla veranda mentre leggevo un libro o ammiravo le montagne intorno a me in lontananza 

Ti davo anche il latte che bevevo a colazione 

Il tonno e lo sgombro delle nostre scarse provviste montanare

Tu mangiavi tutto fino all’ultima briciola

Bevevi il latte fino all’ultima goccia

Eri felice

Finalmente con la pancia piena e qualcuno che ti volesse bene

Un giorno ti ho ritrovato al baretto del paese

Eri lì che ti facevi coccolare da Bruno e da un’altra signora 

Loro mi hanno raccontato la tua storia 

Del signore

Del fatto che ora non avevi più una casa

Che era meglio che te ne andassi perché lì di gatti randagi ce ne sono sempre fin troppi

Che Bruno proprio non li può vedere i gatti

Che incolpava uno di quelli di sua moglie di aver permesso ai ladri in casa per via della finestra aperta

Che una volta ha preso il gatto del vicino che gli dava tanto fastidio perché miagolava spesso

Ha guidato per ore col gatto che continuava a miagolare

E lo ha lasciato un un campo sperduto chissà dove

Per un paio di giorni non ti ho visto

Mi sono detta

Se lo rivedo 

È destino

Se no

È destino ugualmente 

Vediamo cosa succede 

Il giorno prima di tornare a Imola le nostre strade si sono rincrociate

Mi sei venuto incontro sulla via del paese

Ho avuto una visione

Tu 

Con me

Il mio bel gatto rosso della Lunigiana

E così quella sera io ed M. abbiamo fatto i bagagli e ci siamo messi in viaggio

Ho scritto a mia mamma

Mamma torno a casa con un gatto randagio

Ha bisogno di una casa

Diamogliela noi

Lei non ha fatto storie

Era tutto deciso

Ti sei ambientato così bene

A volte stavi a casa del vicino alla nostra destra

A volte da quello alla sinistra

A volte da quella famiglia della via dietro la nostra

A volte da una vecchietta che ti chiamava Red

A volte giocavi pure con Zagor, il chiwawa di Mario l’altro vicino

E forse proprio questo cagnetto ti ha dato quel morso il mese scorso

Quel morso per cui ti abbiamo portato di corsa dalla veterinaria spaventate e per cui per qualche giorno sei dovuto restare in casa con noi senza uscire come sempre facevi

Dovevamo darti le medicine ed era un supplizio perché proprio non ne volevi sapere

Dovevamo aspettare che il gonfiore sparisse e che tornassi ad appoggiare la zampina

Tu ti mettevi a dormire tranquillo nella cuccia sotto il letto di mamma

Quella del gatto nuovo che però ha sempre snobbato 

Stavi a pancia all’aria con le tue lunghe zampe eleganti rilassate e appoggiate sul bordo della cuccia

Mi facevi le fusa quando venivo a vedere come stavi, ad accarezzarti e a riempirti di baci

Quando poi ti svegliavi Perla veniva farti gli agguati e giocavate insieme

Camminavi con la zampetta alzata perché ti faceva male

Mi facevi una tale tenerezza…

Quando sono partita eri ancora malato

Ho chiesto notizie da qui e mamma mi ha detto che stavi bene

Che correvi da un giardino all’altro come sempre 

Che eri un gran furbo perché quando lei ti guardava tu tenevi la zampetta alzata e zoppicavi

Ma quando lei faceva finta di non notarti la abbassavi e camminavi normalmente

Che un giorno non ti trovava e ti è venuta a cercare

Ha scoperto che eri a casa di una signora che ti dava da mangiare

Eri così socievole

In pochi mesi ti sei fatto conoscere da tutti

Amare da tutti

Sei l’unico che piaceva a Perla

L’unico così sinuoso

Altero

Elegante 

L’essenza del gatto

Eri il mio bel gatto rosso della Lunigiana

E il dolore che provo a sapere che una macchina ti ha portato via da me e dalla vita mi devasta

Mi devasta sapere

Che forse hai sofferto

Che forse hai avuto paura

Che forse non hai avuto modo di capire cosa stesse succedendo

Che forse non avevi neppure paura delle macchine perché tu avevi fiducia in tutti, persino nei cani che ti abbagliavano

Che probabilmente stavi pensando alla prossima preda da catturare o alla prossima scatoletta da gustare

Che non vedrai mai più un’altra alba

Non ti rotolerai più nell’erba

Non ti divertirai più a saltare in cima al materasso in cantina mentre giochi con Perla

Non farai più i tuoi dolcissimi e delicatissimi miao

Che non diventerai mai grande 

Che non potrò vederti crescere e ingrassare

Perché ho sempre pensato che con la quantità di cibo che mangiavi saresti diventato obeso una volta finito il periodo della fanciullezza in cui si bruciano tutte le calorie

Che non potrò correre emozionata a cercarti per riempirti di coccole quando tornerò a casa

Che prima di partire sono venuta a salutare ciascuno di voi e per fortuna vi ho trovati tutti

Ho ringraziato Dio perché mi aveva fatto ritrovare Pelosino dopo due mesi che era scomparso

E l’ho ringraziato perché non succede mai di trovarvi tutti in casa e in cantina

Così sono venuta a salutarvi

Sentendomi un po’ sciocca perché parlo con voi ad alta voce ma grata perché so che, anche se non capite la mia lingua, sono sicura che percepite il mio amore e il mio affetto per voi

Perché nessuno si senti mai solo o triste

Perché è importante che sappiate che qualcuno vi ama davvero

Anche se siete “solo” dei gatti e gli esseri umani hanno deciso che chiunque non sia un essere umano è meno importante o inferiore o meno degno di rispetto cure e attenzioni

Ma noi lo sappiamo che non è così

E infatti io vi parlo come parlo ai miei compagni umani

E vi amo come amo i miei compagni umani

Sono venuta a salutarvi 

Uno per uno

Uno alla volta

Vi ho fotografati tutti per ricordarmi come eravate nell’ultimo momento in cui vi ho visto

Tu eri nel balcone in camera di mamma

Tenevi ancora la zampetta alzata 

Il musetto dolce e intelligente 

Il lucido e folto manto rosso e bianco

Gli occhi verde smeraldo 

L’orecchietta destra spezzata da una probabile lotta tra gatti della tua vita precendente 

Vi ho baciato

Vi ho abbracciato

Vi ho sussurrato parole d’amore vicino alle orecchie

Mi sono raccomandata di stare attenti

Ai cani, alle macchine, alle persone

Di fare i bravi

Vi ho ricordato quanto vi amo

E che sarei tornata presto

Ti ho salutato 

Con la certezza che ti avrei rivisto tra 3 mesi ancora più bello e forte

Ma tutto questo ci è stato portato via

Sfrappi

Sfrappetto mio

Con questo nome buffo che è solo mio e di M. e solo noi sappiamo perché proprio Sfrappi

Questo nome che mia mamma proprio non voleva dargli

E che io ho lottato per mantenere

E allora

Sfrappola

Mi manchi da morire

Sapere che non ti vedrò mai più se non nelle foto nei sogni e nei miei ricordi mi devasta

E non mi importa se qualcuno pensa che sono esagerata

Melodrammatica 

Che tanto tutto passa

E che dopotutto eri solo un gatto

Che di gatti il mondo è pieno e non è certo il primo che viene investito da una macchina

Che ci sono motivi ben più gravi per cui piangere

Che probabilmente tanto non te ne fregava niente di me

Che venivi da me solo per mangiare 

Che tanto i gatti sono solo degli opportunisti indifferenti

Non mi importa

Non mi importa cosa pensano gli altri 

Perché lo so io l’amore e il dolore immensi

Infiniti

Imperituri

Che derivano dallo scegliere un animale nella propria vita e dall’essere scelti da lui

Sto male come da tanto non stavo

Mi manca l’aria e non riesco a smettere di piangere

Stamattina quando mia mamma mi raccontava l’accaduto al telefono ho iniziato a singhiozzare e a tremare senza freni 

Non ho mangiato niente tutto il giorno

Ho fatto di tutto per distrarmi il più possibile

Ma mi sei venuto in mente tante volte

E ogni volta

Come ora che scrivo

È una pugnalata al cuore

Anche se sono lontana e comunque non ti vedevo da settimane 

Sapevo che stavi bene

Sapevo che eri libero

Che andavi in giro quando e dove volevi 

Che tornavi sempre a casa per un saluto e la pappa

E quindi ero tranquilla e felice pure io

Ma ora non tornerai più

Ti adoro gattone mio

Ti adorerò sempre 

E sempre penserò a te

Così come a Rufus

Come a Milù

Ad Arturo

Almeno Arturo ha vissuto una vita da pascià principe e re fino ai 16 anni passati anche per via del fortuito successo legato alla F1 e al circuito di Imola

Milù pure fino ai 14

Rufus una vita meno felice a causa dei continui abbandoni e maltrattamenti prima di arrivare da noi, ma almeno ha vissuto anche lui fino quasi ai 10 anni, di cui gli ultimi 

Finalmente

Felici

Ma tu eri ancora un ragazzo in fiore

Il tuo potenziale ancora da sviluppare

Avevi solo un anno

Sfrappi

Non è giusto 

Ho ricevuto la notizia alle 7 di mattina mentre stavo aspettando l’autobus davanti all’hotel Praia Centro con i miei amici Jazmín e Luis per andare a fare un tour delle spiagge più belle del Ceará

Era un’occasione speciale

Una gita tanto agognata

Non vedevo Luis da una settimana e non vedevo l’ora di stare con lui che quando l’ho conosciuto è stato così carino con me

Ero contenta

Felice

La notte prima Jazmín era rimasta a dormire da me dopo due giorni insieme tra musei, giri per librerie, mercati, centri culturali, spiagge, eclissi lunare con gli altri amici, bagno in mare tra le onde fortissime, pranzi discutibili e una indimenticabile serata a ballare la samba in un club di Iracema…

Questa notizia mi ha fatta dimenticare tutto di colpo

Tutto il mio buon umore è sparito

E sono tornata dai miei amici in lacrime

Loro mi hanno abbracciata

Mi hanno detto parole di conforto 

Luis sul bus mi teneva la mano e mi accarezzava il braccio mente mi diceva “Ohhh linda Elisita, no llores, no llores”

La giornata comunque non è stata rovinata

Soprattutto mi sono sforzata per Jazz e Luis

Non volevo essere il passero nero che rovina la gita che tanto aspettavano

Non se lo meritavano di passare tutta la giornata con un’amica musona e piagnucolona

E un po’ sono riuscita a non pensarci

Al mio Sfrappi che ora non è più

A fare uno switch mentale

A mettere in modalità freeze quello che è successo e le sue implicazioni 

Così nonostante tutto mi sono divertita

Abbiamo passato una giornata bellissima, meravigliosa

Anche se in un paio di momenti mi tornava il pensiero e tac, pugnalata allo stomaco e lacrime a tutta randa mentre nessuno mi guardava 

Ma cercavo di non farmi vedere

Cercavo di rimandare il momento di pensarci al ritorno nella mia cameretta di Fortaleza 

E così è stato

Ora sono tornata a casa dopo tutta questa giornata del 15 ottobre 2023 tra dune, spiagge pazzesche, risate, salti sul 4×4, noci di cocco gelate, bruciature continue, confidenze, abbracci, nuotate nel mare…

E ora 

Ora è il momento di dare spazio al dolore

Di esprimere ciò che provo

Di scrivere come mi sento mentre in soffofondo la musica classica di un concerto trasmesso dalla tv brasiliana mi fa compagnia

Ecco Sfrappi

Ora i miei pensieri e il mio cuore e le mie lacrime e il mio tempo sono per te

A volte mi sento dire “Ahh ma tu te ne freghi ti fai la tua vita sopra le righe in giro per il mondo e niente ti tocca di ciò che lasci a casa”

Ma non è vero per niente

Ma che ne sapete voi di come mi sento io quando spengo la luce e resto sola con me stessa?

Solo perché condivido foto di momenti belli della mia vita non significa che non ci siano anche quelli brutti

Se pubblico delle foto mentre ho un sorriso grande come un sole non vuol dire che magari quello stesso giorno ho anche pianto per un’ora, due o tre

Adesso ho gli occhi gonfi gonfi

Ma non farò vedere come sto a nessuno

Mi piace condividere la felicità

Non il dolore

Chi mi è vicino lo sa 

E solo perché non lo faccio sapere a tutti non significa che non ci sia

Ora penso che non voglio più altri gatti

Non voglio più affezionarmi a nessuno

Perché il dolore della separazione

Mi spezza a metà

Ogni volta è una mazzata

Non ci si abitua mai a questo dolore

Mai

Come faccio domani a fare finta di niente?

Come faccio a spiegare alle persone che mi chiederanno “Elisa, como vai você? Tá bom? Todo bem?” che la tua morte per me è un lutto difficilissimo

Che eri il mio gatto speciale

Tu come Pelo, Lulù, Pippy, Leo, Rufus, Arturo, Milù, Perlina, Romeo

Che non sopporto che la tua vita sia passata inosservata per tutti gli altri

Che vorrei che il mondo piangesse per te come hanno fatto per Arturo

Vorrei si parlasse pure del povero Rufus che è sparito nel nulla ormai due anni fa

Il mio gattone obeso bianco e nero con degli occhi verdi che ti trafiggevano l’anima

Rufus che è un’altra ferita mai guarita per me

E che mai guarirà 

Rufus che mi seguiva felice quando andavo a camminare e tu facevi proprio come lui con mia grande preoccupazione perché vi avventuravate su strade pericolose 

Come faccio a spiegarlo che non vuol dire niente che siete solo “gatti” e non esseri umani?

Io vi ho amati vi amo e vi amerò con tutta la mia anima sempre e per sempre 

E piango ogni volta che sento notizie di abbandoni o violenze sui vostri compagni di specie o su altri animali 

Sfrappi

Mio bel gattone rosso della Lunigiana 

Non vedo l’ora di sognarti stanotte

Un giorno ci rivedremo dall’altra parte.


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